Reporting ESG obbligatorio (CSRD/ESRS)
Il reporting CSRD sotto gli standard ESRS è in vigore per le grandi società UE in Italia. Cosa cambia nel procurement del merch aziendale, in termini pratici.
Cosa richiede davvero il CSRD/ESRS
Dall'esercizio 2024/2025 le grandi società UE devono rendicontare emissioni Scope 1/2/3, due diligence fornitori e metriche di economia circolare sotto gli standard ESRS. Per il procurement merch significa: paese di origine per SKU, composizione materiali con percentuali di riciclato, classe energetica del metodo di decorazione, audit trail fornitore. I dati devono essere verificabili, non stimati.
Implicazioni dirette per i buyer in Italia
In Italia spediamo ora ogni ordine con scheda dati CSRD-ready: SKU, peso, breakdown materiali, paese di origine, stima kWh decorazione, percentuale di riciclato. La scheda si lega alla fattura IVA 22% via SdI (Sistema di Interscambio) emessa dall'hub di Milano. Il team ESG del buyer la incolla direttamente nel proprio data lake ESRS senza ridigitazione.
Numeri dal portafoglio Q1 2026
Su 142 ordini aziendali in Italia nel Q1 2026: 78% ha incluso varianti con contenuto riciclato in shortlist, 54% ha scelto la variante riciclata nell'ordine finale, contenuto medio di riciclato 41%. Pacchetti audit fornitore (BSCI/SMETA/SA8000) consegnati a richiesta entro 24 ore. Zero contenziosi CSRD in 18 mesi.
Domande frequenti
Fornite dati CSRD automaticamente?
Sì — ogni ordine in Italia parte con scheda dati CSRD-ready. Senza costi aggiuntivi.
Il contenuto riciclato costa sempre di più?
Tipicamente +8-22% in Italia, gap in rapido restringimento. Per alcune categorie (cotone, RPET) ormai sotto il 10%.
Potete produrre un pacchetto audit fornitore?
Sì — report BSCI, SMETA, SA8000 e ISO 14001 disponibili a richiesta, normalmente entro un giorno lavorativo.