Perché anonimizziamo i case study
Tutti i case study pubblicati su questa pagina sono stati anonimizzati per proteggere la confidenzialità del committente. In oltre dieci anni di attività abbiamo lavorato per centinaia di aziende italiane ed EMEA, molte delle quali quotate in borsa, gruppi bancari e assicurativi soggetti a vincoli di riservatezza, gruppi industriali con policy anti-leak e aziende della grande distribuzione con clausole di non disclosure nei contratti di fornitura. Per questa ragione la presentazione dei progetti è organizzata per tipologia di cliente («una grande catena retail italiana», «un’azienda bancaria leader», «un operatore nazionale di telecomunicazioni», «un gruppo farmaceutico internazionale») e per fascia di volume (da 500 a 50.000 pezzi), con l’indicazione del distretto produttivo, della tecnica di personalizzazione, della finestra di consegna e delle criticità gestite.
Per i clienti che desiderano referenze specifiche prima della firma del contratto, organizziamo reference call con il committente di un progetto analogo, previa approvazione del cliente stesso. Questa prassi — standard nel B2B italiano per gli ordini sopra una certa soglia (tipicamente 5–10k€ per commessa) — permette al nuovo cliente di validare la qualità del lavoro e al cliente esistente di raccontare la propria esperienza, in un contesto protetto di reciproca confidenzialità.
I case study sono organizzati per settore merceologico (retail, banking, telecomunicazioni, moda, pharma, automotive, technology, hospitality, energy, media, lusso, pubblica amministrazione) e per tipologia di programma (lancio prodotto, on-boarding, salone, convention di rete, gift premium, programma di canale, evento corporate, summer party, chiusura anno). Per ciascun settore proponiamo 2–3 progetti rappresentativi, con volumi crescenti da 500 a 50.000 pezzi, per dare al lettore una visione realistica della gamma di interventi che gestiamo.